A spasso con Johnny

Dedicato a V. , E. e B.

Un signore anziano accompagna in auto un ospite per le strade di Palermo, e si finisce col parlare di traffico. Vi ricorda qualcosa?

Già, anche a me lo ricordava, perciò dovetti trattenermi per non ridere. Era proprio il gennaio di due anni fa e quel signore, che era il padre di una mia amica, mi ha regalato un bel ricordo. Quel viaggio a Palermo è solo uno dei miei tre incontri fortuiti con le location di Jonnhy Stecchino avvenuti nel corso di uno dei miei rari viaggi, e grazie a persone che hanno lasciato in qualche modo il segno nella mia vita.

Il film Johnny Stecchino, per certi aspetti il migliore di Roberto Benigni, uscì nel 1991 ma entrò nella nostra vita familiare più tardi, grazie ad una sgangherata VHS marocchina che mostrava solo lo schermo nero. Pensavamo di aver ricevuto la giusta punizione per un acquisto illegale e ci registrammo sopra un documentario. Quando lo andammo a rivedere scoprimmo che in realtà il film c’era ma bisognava far andare avanti la cassetta. Alla fine ci registrammo di nuovo sopra il film quando lo fecero alla TV.  Ci vollero anni prima che ci decidessimo a comprare un regolare DVD, ma nel frattempo erano già entrate nel nostro lessico famigliare espressioni come “si va nel penale”, “in buona sostanza”, “lei mi ha già capito”, “quacche cosa qua e là”, “è tutto un magna magna” e ovviamente “thraffico”. Voi capite che camminare fisicamente dentro un luogo in cui è stato girato il film, per me è emozionante come, che sò… essere presente al matrimonio dei miei genitori.

stecchino ravennaIl primo tempo dei miei incontri con Johnny è avvenuto nel 2007, grazie ad un’amica romagnola conosciuta a Lyon nel corso del mio Erasmus. Lei, appassionata di cinema come me, mi “rivelò” che Jonnhy Stecchino era stato girato in parte in Romagna e mi parlò della viuzza di Ravenna (Via Cairoli) dove è ambientata la scena in cui Maria per la prima volta disegna il neo a Dante. Fu anche questa notizia che influì nella decisione di fare un viaggio a Ravenna per rivederci: ne ho parlato in questo stesso blog nel post Quelli che sono stati a Ravenna ma non a Mirabilandia.

Ora la mia amica non c’è più, perchè è un cervello (ed un senso dell’umorismo) in fuga: lavora e vive a Lille in Francia.

Sala Basile Villa Igea PalermoIl secondo incontro con Johnny è avvenuto grazie alla mia amica palermitana, conosciuta in Umbria. Lei si stupì che conoscessi Villa Igea: ne avevo letto con difficoltà il nome nei titoli di coda del film e più tardi avevo scoperto che la “Sala Basile” (dove è ambientata la scena al ristorante) è uno dei capolavori dell’Art Nouveau italiana (il mio stile artistico preferito). Ma stavolta la mia decisione di andre a trovare la mia amica a Palermo non fu motivata dal voler vedere quei luoghi. Come pensare di entrare nel Grand Hotel Villa Igiea e chiedere di dare un’occhiata? Non avevo calcolato la proverbiale faccia tosta della mia amica, che ha fatto proprio così. Siamo state anche fortunate: l’hotel stava chiudendo dopo la stagione natalizia e quindi non solo potevamo visitarlo visto che non c’erano clienti, ma se fossimo venute l’indomani avremmo trovato chiuso…

Ma non è finita qui: per puro caso in quel periodo a Palermo c’erano delle aperture speciali di alcuni monumenti e noi scegliemmo di andare a Villa Whitaker. Mentre vagavo per i saloni ad occhi sbarrati, la custode attentò ulteriormente alla mia sanità mentale informandomi che qui fu ambientata “Villa Caputo” e la festa dove Dante incontra il Ministro…

Potete capire come in questa atmosfera mi dovetti sentire quando il padre della mia amica mi diede un passaggio in centro e mi parlò del traffico…

Ora quel signore non c’è più, e non ci sta tanto con la testa nemmeno la mia amica.

Cesena Johnny StecchinoIl terzo dei miei incontri con il fantasma di Johnny Stecchino risale ad un anno fa. Immaginatevi tipo le 6 di mattina, dopo un viaggio di ore in auto siamo arrivati a Cesena, nel quartiere dove lavora e vive mia cugina con la sua famiglia. Tra la nebbia e la sonnolenza sbuca un palazzo dall’aria familiare. E’ lui: è il palazzo dove abita Dante. Mia cugina abita lì di fronte da anni e io non lo sapevo…. I miei compagni di viaggio mi hanno dato per matta, ma poi mia cugina ha confermato: quel palazzo, che dal punto di vista cesenate è un brutto palazzone in mezzo ad un quartiere residenziale, è la sede del celestiale incontro con Maria ed è dove lei alla fine lo saluta e gli cancella definitivamente il neo dalla faccia.

Non sono venuta qui in vacanza e se dopo vent’anni (ed altrettanti inviti) mi sono decisa a venire a trovare mia cugina, è per accompagnare un’altra persona venuta qui per faccende poco gradevoli. Quella persona, anche lei, non c’è più. Ma questo è un neo che non si cancella.

2 commenti

  1. Grande! Ed è poco! Commossa!

  2. È un post bellissimo, originale, e scritto benissimo. È passato tanto tempo ma non ti sei dimenticata di me! Grazie mille per la dedica! A presto Maria.

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