Mi faccio i film – Io odio il calcio

Al quarto figlio maschio i parenti tutti si congratularono col neopapà come avevano fatto con gli altri tre: “Puoi fare una squadra di pallone!”. Al quinto, anzi alla quinta, non fu possibile. D’altra parte l’Italia aveva appena perso i Mondiali, il chirurgo addetto al parto cesareo pareva avere scritto in faccia la vendetta. Per la delusione il papà smise di fare figli e mise la moglie a riposo. Anche perché adesso ai lavori di casa ci pensava la quinta. La moglie, capendo di essere oramai inutile, morì uscendo dalla storia.
Passano gli anni e Quinta lava calzini, disintossica borsoni, arieggia scarpe, spolvera trofei. Io odio il calcio. Quando Quinta si rese conto di ciò, si rese conto di sé. Ma bisogna tenersi stretti i nemici più degli amici: con la scusa di dover guidare il pulmino delle trasferte, gli fu concesso di prendere la patente. Con la scusa di preparare i resoconti del campionato, previsioni, calcoli, fantacalcio, voti, subbutei, scommesse, prese una laurea in informatica.
All’uscita dalla deserta sala lauree dell’Università (c’era la finale, non ricordo quale) una nuova Quinta viene alla luce, con una missione.
Ioodioilcalcio.it raccoglie rapidamente storie di oppressione e moti di disgusto che serpeggiavano nel retrostadio della società, oscurati dal marcio Sistema Calciocentrico che regge questa specie di squadra-popolo mantenuto tranquillo collo spettro della panchina e della serie B.
Droga? Petrolio? Armi? Sesso? Hamburger? Bubbole!  Il vero Sistema che regge questa nazione è la lobby del calcio, associata alle TV, ai giornali, alle industrie di abbigliamento  e sciarpe e a quelle di pulmini e corriere. Esso mantiene il paese soggiogato a un sotto-stato mentale a basso voltaggio, e lo ri-vende a caro prezzo alle lobby occidentali, dilettanti del controllo mentale che tollerano gli ingenui attacchi no-global perché sviano l’attenzione dal vero Padrone del Mondo: il Calcio.
Io odio il calcio, molti scoprono che questa frase oscena dormicchiava in realtà nelle coscienze di milioni di persone. Il sito diventa un fenomeno, un documentario, un libro ed infine un partito.
IO ODIO IL CALCIO! Me ne frego di Mediaset Premium! Possono anche scannarsi con Sky e poi danzerò sulla tomba del vincitore! L’ultimo quarto d’ora del telegiornale è tempo per pipì e che lo sappiano gli inserzionisti piubblicitari! Non farò mangiare a mio figlio schifezze pubblicizzate da Kakà! La domenica e il mercoledì spegnerò la TV e i giornali e andrò a fare birdwatching! Quanti lo hanno pensato? E quanti lo hanno fatto dopo che hanno visto che altri lo pensavano? E’ una valanga.
L’Associazione Madri Contro il Calcio si riunisce beffardamente in una affollatissima assemblea al San Siro.
I “Telespettatori Intelligenti” con la loro campagna “Cara Tim mi fai schifo tu e Belen” provocano un terremoto. Pur con lacerazioni e discussioni interne aderiscono alla causa i più disparati sensi della società civile:
il gruppo dell’Azione Cattolica “La Domenica non gioco: prego”,
l’associazione Stilisti Gay (la loro de-mitificazione dei bermuda non fece prigionieri),
il sindacato “Prostitute contro il surplus lavorativo da trasferta”
i rappresentanti della “Lega Nord Contro Questi Dannati Campioni Stranieri Mangiasoldi Che Portano I Soldi all’Estero”,
il gruppo parlamentare “Ex Veline Che Ripudiano Il Passato”,
l’addetto UNICEF ai Bambini che Cuciono I Palloni Nel Terzo Mondo (il suo appello natalizio paralizzò YouTube),
il social network Me ne frego a Prescindere.
No, Quinta ed i suoi seguaci non furono immuni da attentati, campagne denigratorie, campagne acquisto, liste civetta. Ma la Nazione (o almeno una parte) si era svegliata. In quella ormai storica seduta parlamentare, feraci parole rimbombarono nell’aula. No, non il banale IO ODIO IL CALCIO, ma il ben più grave: ABOLIAMO IL CALCIO.
Quando l’ultima O ebbe finito di risuonare nell’aria e la nazione si rese conto che il parlamento era ancora in piedi, non c’erano stati terremoti, alluvioni, lampi e tuoni, quando parve che il sole continuasse a sorgere e tramontare nonostante tali atrocità fossero stati pronunciate, la Nazione Intera respirò un’aria nuova e si rese conto che tutto era possibile.
Infatti quell’anno vincemmo i Mondiali.

1 commento

  1. Però la pay TV offre un favoloso servizio gratuito per chi odia il calcio:
    la trasmissione si blocca da sola scongiurando visioni accidentali.

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