Minoranze silenziose – Il terzo scomodo

C’è una nazione con 10 milioni di abitanti dove non ci sono giornali, radio, telefono, cinema e tv. Niente università o centri di formazione professionale, niente agenzie di collocamento: bisogna fare solo il lavoro del proprio padre. Non si possono comprare libri, cd, film, a meno di prendersi una giornata di ferie e fare chilometri per trovarli, cosa diffcile anche perchè non ci sono agenzie viaggi. Bisogna accontentarsi di quello che si ha. Bisogna fare i turni di guardia per evitare che i topi mangino gli archivi di documenti, lettere, foto, certificati, leggi, manuali: è vietato spostarli altrove.
Nessuno lo dice. Loro, i 10 milioni di abitanti, ci provano a dirlo, ma come fanno se in quel paese è vietato mandare lettere all’estero, è vietato imparare altre lingue, è vietato perfino parlare in pubblico in più di due persone contemporaneamente?
Voi, voi che potete aiutateli, voi che vivete in una nazione libera e civile, siate i megafoni di una nazione figlia di un dio minore. Non c’è bisogno di donare un euro con un SMS, non c’è bisogno di scomodare Gino Strada, non c’è bisogno di preparare la valigia con una scorta di abbronzanti e antizanzare. Perché non è una nazione del terzo mondo: è la nazione del terzo scomodo. Il terzo, l’ultimo dopo quelli che hanno l’ADSL, quelli che ce l’hanno ma non la usano: quelli che non ce l’hanno e vorrebbero tanto usarla.

E già, sono passati tre anni dalla prima volta che scrissi su questo blog del digital divide. Non pensavo di dover aspettare tanto. In effetti non aspetto più. Nell’ultima puntata ho risposto con sufficenza al commento che mi segnalava la possibilità dell’ADSL mobile con la chiavette USB. Invece no. E’ arrivata prima l’ADSL per aria che per terra. Non è il massimo come qualità e come costo, ma bisogna accontentarsi di quello che si ha. Mi accontento di potermi collegare anche durante il temporale (cosa impossibile prima), mentre i parenti hanno stappato una bottiglia di spumante per  il fatto che trovano sempre il telefono libero.

Le puntate precedenti:
Quelli che continuano a non avere l’ADSL (16/10/2008)
ADSL: stiamo ancora aspettando (29/3/2008)
Quelli che non hanno l’ADSL (11/10/2007)

3 commenti

  1. Devo dire che questo post é davvero molto intrigante e divertente…..
    Benvenuta nel mañifico mondo dell’ internet a velocità decente!!!

  2. Inchiesta de L’espresso: Non è un paese per internet http://espresso.repubblica.it/dettaglio/non-e-un-paese-per-internet/2113701/8

  3. “Fuori dalla banda larga e dal mondo” La rivolta di chi lavora con internet LA REPUBBLICA http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/sos-utenti1/sos-utenti1.html

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