Minoranze silenziose – A different wear of life

Un giorno stavo in un ostello a Roma. Uno di quelli non ufficiali, a sole camerate miste dove d’estate nuove forme di vita vedono la luce dalla fermentazione di sudore, fumo di tram e succo di frutta scaduto. Ma fortunatamente non era d’estate quella volta. In un sussulto di euforia la mattina appena arrivata pago due euro in più per accedere alla camera a sei letti invece che dodici. Pensavo: con un pò di fortuna non ci sarà nessuno e sarà come dormire in una singola! E invece la sera torno in camera e i letti sono quasi tutti occupati. Da chi? Italiani o stranieri? Bho: dormivano tutti e non si capiva nemmeno se erano maschi o femmine.
La mattina dopo mi sono alzata prestissimo (in questi posti le 8 sono prestissimo), mi sono vestita senza accendere la luce e tentando di fare il meno rumore possibile, e me ne sono andata.
La sera arrivo a casa mia e mi preparo per andare a dormire. Mi vado a slacciare le scarpe e, tho!, sono diverse! Le mie scarpe marroni che c’ho messo anni per trovarle che mi entravano e non mi facevano venire le bolle! Questa scarpaccia nera invece è stretta! Ecco perché stamattina mi sembrava che una delle scarpe non mi entrava… Povero sconosciuto vicino di letto, che gli ho fregato la scarpa senza volere e s’è ritrovato davanti la mia scarpaccia marrò! Certo però che almeno lui si ritrova con una scarpa più larga. E poi dopo tutto abbiamo gli stessi gusti: stessa marca, stesso tipo di modello a metà fra scarpa da ginnastica e mocassino di pelle! E poi chisà cosa avrà detto la gente guardando io e lui, dovunque siamo andati nel mondo oggi… Magari non abbiamo fatto la figura dei deficenti, magari abbiamo fatto la figura degli alternativi…. magari un fashion hunter di Calvin Klein ci ha visto e l’hanno prossimo troveremo ‘sta moda sulle passerelle di Parigi!!!
Vabbè non eageriamo. Però.. certo… se uno va  adormire in certi posti vuol dire che certo non si formalizza…, che su questi inconvenienti è capace di farci una risata su e magari approfittare dell’occasione per cambiare il suo look. Mio fratello una volta si è messo una maglia a rovescio per sbaglio (o perché era sporca, o perché era meglio rovesciata, la leggenda non è chiara): da allora ogni tanto lo rifà.
E’ a questo atteggiamento e a questa atmosfera giovanilistico-ecumenica che ho dedicato la foto che avete visto qua sopra. Partecipa al concorso Eyes on the planet. Se la storia vi è piaciuta, votatela.

2 commenti

  1. Confermo la storia della maglia alla rovescia…. lasceró che continui il mistero sull’origine della “leggenda”….

  2. una volta sono andata a scuola con due calzini diversi..e me l’hanno detto i ragazzi..

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