Mi faccio i film – Film intellettuale italiano

Un intellettuale di sinistra, professore di Filosofia politica a Bologna, è appena diventato rettore dell’università. Una giovane studentessa, pittosto bona, gli si offre per ottentere l’accesso al dottorato. Lui prima ne approfitta, poi ridiscute tutta la sua vita: non solo ha fatto una cosa scorretta, ma aveva raggiunto il successo raccontando di essere gay.
Mentre è in crisi (non è che lo dice ovviamente: si capisce dagli sguardi e dal fatto che non mangia le lasagne) viene a sapere che suo padre è morto. Va al funerale nel suo paese d’origine in Toscana: muto confronto fra le sue origini contadine con la sua condizione attuale. Litigio a monosillabi e bestemmie con il fratello che è rimasto a curare la tenuta di famiglia e che un pò è geloso e un pò arrabiato.
L’intellettuale si fa la moglie del rumeno emigrato che lavora per il fratello, poi ritorna a Bologna ristorato nelle sue convinzioni morali e sessuali.
Intanto la studentessa ha detto a tutti i suoi colleghi intellettuali che lui non è gay. Lui la affronta e le dichiara il suo disprezzo. Lei gli dice (a parolacce) che in realtà lo ha fatto per aiutarlo ad ammettere con se stesso che è innamorato di lei. Quando lui lo ammette, lei gli confessa che è lesbica. Lui non le crede. Lei per convincerlo lo porta dalla sua prostituta preferita. Lui le propone una cosa a tre: fa sul serio o la sta mettendo alla prova? Lei accetta: fa sul serio o lo sta mettendo alla prova? La seconda che hai detto: al momento clou lei si riveste e se ne va.
Lui le corre dietro e le dice che voleva solo spaventarla.
– Ci sei riuscito, io non sono lesbica, ma tu era meglio che eri gay – risponde lei. Se ne va sullo sfondo della porticata alba bolognese.
La prostituta lo raggiunge, gli dice che è proprio uno gnoccolone e lo manda a quel paese andandosene sullo sfondo della porticata alba bolognese.

NOTE: palese copia del famoso Film intellettuale francese, prossimo film italiano al festival di Cannes, premio come milgior attrice non protagonista alla prostituta

3 commenti

  1. E come direbbe il rag. Ugo Fanozzi: «È una cagata pazzesca!». ‘Sti film italiani fanno pietà, due camere e cucina.

  2. crudo realismo.
    mi ricorda un po’ Fellini.

    1. Bè sai comè, le prostitute bolognosi danno sempre quel po di felliniano che piace tanto algi intellettuali…

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